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Trasferimento di tecnologia e PMI

L’attività di ricerca “delle” tecnologie si rivela di particolare interesse per i bisogni di innovazione delle piccole e medie imprese, che spesso non dispongono dei mezzi economici e dell’organizzazione interna necessari ad intraprendere attività di ricerca e sviluppo totalmente autonome. Le PMI possono trovare nel trasferimento delle tecnologie uno strumento utile per raggiungere l’obiettivo dell’innovazione dei propri prodotti o dei propri processi, con tempi e costi contenuti.

La cessione in licenza dello sfruttamento di una tecnologia consente infatti a chi acquista la licenza di poter usufruire a costi limitati e definiti e in tempi certi di un risultato ad elevato valore, ottenuto con investimenti spesso cospicui ma perlomeno in parte già ammortizzati con l’utilizzo della tecnologia stessa in altri settori o applicazioni diverse. Nello stesso tempo, costituisce per chi cede la tecnologia una nuova opportunità di valorizzazione e capitalizzazione delle attività di ricerca.

In generale il processo di trasferimento di tecnologia verso il mercato, soprattutto nel caso di applicazioni ad elevato contenuto tecnico e scientifico, avviene in due fasi distinte per modalità e tempi.

Nella prima fase, che potremmo chiamare “verticale”, la tecnologia viene inizialmente  sviluppata in ambiti applicativi (ad esempio l’industria aerospaziale o le applicazioni di carattere militare) che prevedono la realizzazione di pochi pezzi, in cui prevale l’attenzione prioritaria alle prestazioni di eccellenza che le tecnologie stesse devono garantire. I costi di applicazione in questi ambiti assumono un aspetto di minore rilevanza rispetto all’ottenimento delle prestazioni per cui le tecnologie innovative vengono impiegate, dato che costituiscono i fattori principali di successo o fallimento dell’intero progetto.

Successivamente, la tecnologia impiegata nell’applicazione originale viene via via diffusa in settori diversi, caratterizzati da volumi di produzione crescenti e, per conseguenza, da costi di applicazione che si riducono proporzionalmente con l’industrializzazione dei processi produttivi e di applicazione delle tecnologie in questione.

Questa “discesa verticale” della tecnologia verso settori caratterizzati da volumi di produzione crescenti e da costi di applicazione sempre più bassi è bene esemplificata dal caso dei materiali compositi, progettati dapprima specificamente per le applicazioni nell’ambito aerospaziale e quindi utilizzati in altri settori, fino a giungere alla applicazione nel mercato dei prodotti di massa quali ad esempio quelli dell’articolo sportivo e della mobilità individuale.

trasferimento

La seconda fase del processo di trasferimento è appunto quella che potremmo definire “orizzontale”, in cui la tecnologia può essere resa disponibile per applicazioni a prodotti di largo consumo appartenenti a mercati di massa. In questo caso la tecnologia “migra” da un settore all’altro, potendo contare su apparati e tecniche di industrializzazione dei processi già sperimentate e quindi su costi sempre più ridotti.

Nondimeno, la capacità di conoscere e “leggere” il mercato delle tecnologie sapendo riconoscere per primi quale si presta meglio ad una applicazione nel proprio settore costituisce una straordinaria opportunità per raggiungere un vantaggio competitivo nei confronti dei concorrenti.

Si può ben dire quindi che il trasferimento di tecnologia promuove l'efficienza economica, favorisce la  crescita della competitività, sviluppa l'innovazione, alimenta la concorrenza dei prodotti nel mercato ed è di per se’ fattore di sviluppo e di stimolo di nuove attività di ricerca e sviluppo.

Massimo Malaguti
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