Un computer nell'antichità potrebbe sembrare un anacronismo. Ma circa cento anni fa furono ritrovate tra i resti di una nave affondata al largo della coste della Grecia parti di uno strano meccanismo con ruote dentate in bronzo e indicatori. Alcuni frammenti della "Macchina di Antikythera" (dal nome dell'isola greca) sono stati recentemente esaminati con le più recenti tecnologie, basate sulle immagini ad alta risoluzione e la tomografia tridimensionale a raggi X. Gli storici della scienza hanno concluso che si trattava di uno strumento che forniva,
calcolandoli e visualizzandoli, dati e informazioni di carattere astronomico, in particolare fasi lunari e moti dei pianeti, duecento anni prima della nasciota di Cristo.
Un gruppo di ricercatori inglesi, greci ed americani è stato in grado di decifrare molte iscrizioni e di ricostruire le funzioni dei meccanismi, affermando che "il meccanismo mostra un incredibile livello di complessità tecnologica per il periodo in cui è stato realizzato".
I ricercatori, guidati da Tony Freeth e Mike G. Edmunds, entrambi della Università di Cardiff (Wales) hanno riportato i risultati del loro studio in un articolo pubblicato dalla rivista Nature.
Da "An Ancient Computer Surprises Scientists - di JOHN NOBLE WILFORD - pubblicato da The New York Times il 29 Novembre 2006 
I frammenti della Macchina di Antikythera analizzati con le pi? recenti tecnologie (S
Il
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