31 Ottobre 2010 1348 Visite
Si tiene a Palazzo Zabarella a Padova dal 2 ottobre 2010 al 28 febbraio 2011 la mostra "Da Canova a Modigliani - il volto dell'Ottocento".
L' evidente distanza che separa il classicismo di Canova dalla ricerca di una sintesi espressiva moderna di Modigliani è maturata in appena un secolo. Questa distanza è la misura dei profondi cambiamenti che hanno riguardato la società europea e l'espressione artistica, a seguito di cento anni di sconvolgimenti che hanno cambiato la geografia stessa del continente europeo.
Nella mostra di Palazzo Zabarella il ritratto diviene lo strumento sensibile del racconto storico, sociale ed estetico di questa epopea, lo specchio fedele di una continua evoluzione che si esprime in volti, espressioni, atteggiamenti, particolari dell'abbilgliamento di personaggi noti e meno noti di quell'epoca.
E' proprio attraverso l'intreccio di queste grandi e piccole storie, di re e regine ma anche di piccoli borghesi, che si definisce il racconto suggerito dall'esposizione, come in un affresco complessivo in cui ognuno dei protagonisti ha una sua parte. Non è un caso che grandi scrittori o registi si siano ispirati all'arte del riratto per definire personaggi delle loro opere: alcuni di questi ritratti sembrano usciti dai libri dei grandi narratori dell'Ottocento come Stendhal, Tolstoj, Thomas Mann ma anche Manzoni (di cui è esposto un celebre ritratto) e d’Annunzio. E il volto raffigurato da Corcos in Sogni avrebbe potuto benissimo figurare tra quelli ripresi da Visconti in Senso, nel Gattopardo o in Morte a Venezia.

Vittorio Corcos - Sogni (1896)
La rappresentazione di questi ritratti è profondamente legata alla "lettura" che l'artista ci fornisce degli stati d'animo e della personalità dei propri modelli, in cui traspare l'impronta personalissima dell'Autore che, inevitabilmente, finisce così per ritrarre anche una parte di se' stesso. Lo scavo psicologico del ritrattista avviene con una scelta sempre diversa di colori e ambientazioni, interni ed esterni che contribuiscono, al pari e forse più del soggetto, a restituire l'emozione e il senso di quel "momento del tempo" collocato nel passato, ma che l'arte del ritratto rende ancora così misteriosamente vivo e presente.
Nella mostra di Palazzo Zabarella la distanza tra Canova e Modigliani infine si ricompone in una idealizzazione del ritratto che interessa entrambi gli artisti: per Canova nella perfezione classica funzionale ad esaltare i potenti che ritrae, per Modigliani nella ricerca di una sintesi che riassume modi e motivazioni della pittura moderna.
Tra Canova e Modigliani la mostra svela un secolo di artisti. Appiani, Hayez, Boldini, Boccioni, Thorvaldsen, Bertolini, Ingres, Molteni, Piccio, Fattori, Lega, Zandomeneghi, Cremona, Ranzoni, Pellizza da Volpedo, Tito, Corcos, Balla e Severini tra gli altri.

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