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Jean Siméon Chardin è in mostra al Palazzo dei Diamanti di Ferrara dal 17 ottobre al 30 gennaio 2011 in una straordinaria esposizione, la prima a lui mai dedicata nel nostro Paese, dal suggestivo titolo "Il pittore del silenzio".

La mostra è stata organizzata da Ferrara Arte in collaborazione con il Museo del Prado di Madrid ed è curata da Pierre Rosenberg, Accademico di Francia e Presidente del Museo del Louvre di Parigi.

Chardin è stato un artista originale, sia nell'espressione che nel proprio percorso di formazione e affermazione.

Non frequenta accademie ed è uno dei pochi a non avere effettuato i "grand tour"  europei, propri degli artisti dell'epoca, che prevedevano l'Italia quale tappa obbligata. Rifiuta inoltre di  impegnarsi nei generi pittorici di ispirazione storica e mitologica che decretavano la fama e la rispettabilità sociale degli artisti dell'epoca, per affrontare invece la raffigurazione di quelle "nature morte", genere allora considerato minore, che gli valsero  l'accettazione nella Accademia Reale di pittura nel 1728.

La capacità e la sensibilità di raffigurare la morte, interpretata attraverso gli animali da caccia, si esprime in una scelta dei colori e della disposizione dei soggetti che colpiscono per l'equilibrio delle composizioni e per la loro efficacia descrittiva, tanto da eleggerlo ad artista prediletto dell'enciclopedista e filosofo Denis Diderot.

Il suo approccio alla figura umana avviene nel decennio successivo nel segno dello stile maturato nell'interpretazione delle nature morte. Levato ogni orpello ornamentale, la pittura di Chardin si concentra sulla raffigurazione di scene di corte in cui dominano la semplicità e la quotidianità, rappresentate con una arte "del sottrarre" in cui ogni elemento (i particolari dell'abbigliamento, dei giochi dei bambini, degli strumenti di lavoro) è funzionale ad una narrazione di strordinaria capacità comunicativa ed evocativa.

 

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J. S. Chardin - Bambina che gioca col volano (Galleria degli Uffizi - Firenze)

La raffinatissima tecnica pittorica di Chardin, basata sul rapporto tra tono e colore e sulla variazione degli effetti di luce, si pone al servizio di un'arte in cui, come dirà egli stesso, "ci si serve dei colori, ma si dipinge con il sentimento".

La mostra di Ferrara, che sarà ripresa nel 2011 a Madrid, offre l'occasione di ripercorrere le tappe salienti del percorso artisitico di Chardin, attraverso una ampia selezione di opere tra cui spiccano capolavori come La governante, Le bolle di sapone, La bambina che gioca col volano o il celebre Mazzo di garofani.

 

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J. S. Chardin - Mazzo di garofani

Per questo dipinto Charles Sterling, grande storico dell'arte del Novecento, scrisse che "Certe ricerche di Manet e Cézanne sono inconcepibili senza Chardin".

Massimo Malaguti
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