10 Ottobre 2011 263 Visite
Picasso, Matisse, Mondrian, Modigliani: questi sono solo alcuni dei protagonisti della Parigi de "Gli Anni Folli", la mostra che porta a Palazzo Diamanti a Ferrara, dall'11 settembre all'8 gennaio 2012, una stagione irripetibile nella storia dell'arte, della cultura e della società Europea.
La Parigi degli anni '20 è la città cosmopolita "centro del mondo", nella quale tutto succede ed in cui, per conseguenza, "bisogna essere".
La capitale francese diviene infatti centro di attrazione irresistibile per pittori, musicisti, scultori, cineasti e coreografi, che animano incessantemente quella che Ernest Hemingway definirà la "Festa mobile" più straordinaria, creativa e internazionale del secolo.

Amedeo Modigliani - Nudo (1917)
La mostra ripercorre con l'esposizione di opere di grande valore i temi che hanno caratterizzato, dal punto di vista artistico ed espressivo, il periodo della Parigi "tra le due guerre". Si inizia con l'opera dei "maestri della modernità" Monet e Renoir, che rinnovano con l'avvento dell'impressionismo gli stilemi della pittura classica francese.
La Parigi di quegli anni assume una dimensione decisamente internazionale con Amedeo Modigliani e Tamara de Lempicka, il giapponese Foujiyta o il russo Marc Chagall, e subisce il fascino del Sud della Costa Mediterranea, che influenza l'opera di artisti come Matisse e Bonnard.
Forme e geometrie si scompongono con la rivoluzione del cubismo, grazie all'apporto di Picasso e Braque, e assumono una nuova identità espressiva nei quadri di Mondrian e nei mobiles di Calder.
Coreografi come il russo Diaghilev traducono nel mondo della danza le sperimentazioni creative di artisti come Matisse e De Chirico, che disegnano i costumi di alcuni importanti allestimenti scenici.
A testimoniare questa nuova visione del mondo si aggiunge l'opera di fotografi come Man Ray e Germaine Krull, che con i loro scatti mostrano una Parigi inedita e "ricomposta" in cui la Tour Eiffel diviene il simbolo geometrico concreto del "nuovo" su cui si concentra l'attenzione anche di pittori come Delaunay.

Robert Delaunay - Tour Eiffel (1924)
Per concludere, la mostra riassume ancora due aspetti in apparente contraddizione che interessano la Parigi degli "Anni folli": da un lato la reinvenzione del classico, che trova in De Chirico, Severini e De Pisis i suoi interpreti maggiori, e dall'altro la svolta radicale della corrente dadaista, in cui artisti come Man Ray e Duchamp non esitano a sconvolgere con le loro provocazioni le convenzioni della rinata società borghese dell'epoca.

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